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Sergio Diotti-Teatro del Drago-Compagnia Arrivano dal mare!-Tieffeu in scena a Cervia per il programma di Natale
DOMENICA, 07 DICEMBRE 2008; Arrivano dal Mare! Sergio Diotti L'uomo che racconta le favole di e con: Sergio Diotti Musica dal vivo: Pepe Medri (organetto diatonico) "Racconto storie, immagini e personaggi della mia regione, proponendole al mondo. Ripesco storie e modi di raccontare da una tradizione quasi scomparsa, direi impalpabile, senza neanche l'appoggio di un "maestro" o predecessore cui fare riferimento; ma vivo questa tradizione come un qualcosa di concreto e importante anche oggi, nel suo farsi e disfarsi, rinnovarsi, autoalimentarsi… la narrazione è oggi, dal punto di vista teatrale, ma non solo, un esercizio indispensabile di ascolto e comprensione dell'altro che è in noi e fuori di noi". Una scelta tra le tante storie, fiabe e leggende raccolte in questi ultimi anni, tra viaggi e tournée, attività di formazione, incontri, ricerche sul campo. Dalla “Favola del Pidocchio e della Pulce”, che Italo Calvino collocava tra i “must” della favolistica italiana, alla “Favola di Pirìn Pipetta”, uno degli eroi popolari più simpatici e trasgressivi, a una divertente “Gara di indovinelli” che rinnoverà per qualche minuto i fasti del tempo in cui l’oralità interpretava il mondo con fantasia e rigore al tempo stesso. E tra una storia e l’altra, o meglio, dentro le storie, tra le parole, come pause concrete ed interrogatrici, spuntano oggetti e cose del vivere quotidiano di un tempo (come il bastone e il cappellaccio rosso del fatidico folletto Mazapegul), o figure elementari, “povere” marionette capaci però di raffigurare, almeno per qualche istante, la meraviglia del fiabesco.
DOMENICA, 14 DICEMBRE 2008; Teatro del Drago Il Natale di Pippi con Roberta Colombo, Arianna Maritan, Andrea Monticelli regia: Andrea Monticelli; immagini: Gianni Plazzi; consulenza musicale: Mauro Monticelli; messa in scena Teatro del Drago. Liberamente tratto da “Pippi Calzelunghe” di Astrid Lindgren Una buffa ragazza sta per andare a coricarsi: dorme coni pidei sul cuscino. Sogna e i suoi sogni prendono corpo trasformando la realtà. Come un Don Chisciotte al femminile, questa non-Pippi (come viene dichiarato all'inizio) porta in scena fantasie e desideri e dimostra come sia facile realizzarli. La accompagnano nel sentiero della vita i suoi amici del cuore Tommy e Annika, Zietto e il Signor Nilsson. La storia racconta di giochi (il cerca-cose), viaggi (l'isola di Cipi-Cip), stagioni (l'arrivo del Natale). Con una energia travolgente che viene dall'essere vivi, dal vivere senza condizionalenti ne' imposizioni. Un piccolo tribnuto al formidabile personaggio di Pippi Calzelunghe.
DOMENICA, 21 DICEMBRE 2008; Teatro del Canguro Ancora un Cappuccetto Rosso Liberamente ispirato alla fiaba di C. Perrault , a quella dei Fratelli Grimm e a tutte le altre versioni più antiche e più recenti. Di Lino Terra; regia Lino Terra; musiche Gustavo Capitò; collaborazione tecnica Fabrizio Valentini Cappuccetto Rosso è una delle storie più raccontate, più ascoltate, più viste: non c’è bambino che non la conosca, non c’è adulto che non la ricordi. E’ proprio su questa ripetitività d’immagini (che la nostra memoria in qualche forma conserva) e su questa reiterata sequenza di fatti (a tutti noti) che si basa lo spettacolo. Ci siamo domandati, ed è come se ponessimo a nostra volta la stessa domanda ai piccoli spettatori: quante volte il lupo dovrà ancora incontrare la bambina con il cappuccio rosso in testa? Quante focacce la mamma dovrà ancora preparare per portarne qualcuna alla nonna? Quante volte il saliscendi della porta dovrà salire e scendere così da permettere l’ingresso del lupo cattivo prima e della bambina poi? Quante volte la nonna dovrà ancora essere divorata e la bambina dovrà fare la stessa fine? Insomma quante altre volte si dovrà raccontare questa storia affinché qualche pericolo sia finalmente scongiurato e il lupo rimanga giustamente “gabbato”? Forse non c’è risposta perché ognuno deve fare il suo percorso, ognuno deve sbagliare per proprio conto e deve imparare grazie ai propri sbagli.Ed allora non preoccupiamoci troppo se dovranno passare ancora tanti altri cappuccetti rossi nel bosco dove abita il lupo e, mentre raccontiamo una volta di più questa storia, vediamo almeno di sorridere anche sulle cose più “brutte” e di non prendere troppo sul serio lupi, inganni, pance piene e pance aperte. E poi questo cacciatore, che nella fiaba qualche volta c’è e qualche altra no (così come accade nelle varie versioni), da dove l’abbiamo tirato fuori noi grandi, sempre attenti a dare morali e a impartire lezioni consolanti che non facciano troppo male? In fondo anche Cappuccetto Rosso, come tante altre fiabe, è soltanto un bel gioco istruttivo, ed allora accontentiamoci di vedere anche questa volta come andrà a finire. Vediamo se, conoscendo già tutte le regole e tutte le premesse, ancora una volta Cappuccetto Rosso si lascerà ingannare, e se il lupo furbo e cattivo si mangerà nonna e nipote. L’importante, come sempre, è giocare e raccontare!
MERCOLEDÌ, 24 DICEMBRE 2008; Arrivano dal Mare! La Favola di Natale LA FAVOLA DI NATALE una Natività tradizionale con narrazione, figure, musiche e meraviglie della macchina scenica all’italiana Nel 1993 è rinata a Cervia, nel Teatro Comunale di questa città, la tradizione emiliano-romagnola del Presepe animato, sulla base di canovacci e testi utilizzati per le sacre rappresentazioni diffuse in tutto l’Appennino toscoemiliano. Il repertorio di riferimento per questa creazione è l’enorme patrimonio orale delle Natività popolari, eredi delle sacre rappresentazioni medioevali, giunte fino a noi in varianti dialettali e in lingua da tutte le regioni italiane. Scorrono sul palco scene che venivano rappresentate nelle piazze, nei chiostri o nelle corti per raffigurare la Buona Novella, ma soprattutto nei teatrini di marionette di tutta Europa: strutture drammaturgiche simili si possono rintracciare nelle Szopka polacche, nei Belèm con fantocci spagnoli e portoghesi, nelle Natività quasi irriverenti messe in scena dai pupari siciliani, napoletani e belgi. I protagonisti di queste storie recitate e cantate sono una Maria, un Giuseppe, un demone Belfagòr e un Arcangelo Gabriele molto terreni, che soffrono e combattono concretamente. La loro vicenda si svolge in mezzo a figurine breugheliane come l’Oste o il Pastore Benino e fra le cose e i rumori della vita. Il centro della scena è tenuto da un Teatro di Marionette, dove le scene si compongono e ricompongono quasi magicamente e le figure animate sottolineano l’incalzare degli eventi, secondo ritmi e tempi dettati dalla musica e dalla narrazione
DOMENICA, 04 GENNAIO 2009; Teatro di Figura Umbro-Tieffeu La fiaba del Micio Lillo E’la storia di un gattino di nome Lillo. Si racconta la sua vita ricca di scoperte e di avventure, ambientate nei tetti di una città, nelle case sottostanti e in un cortile. Lillo scopre a poco a poco, nei suoi vagabondaggi, questo piccolo mondo popolato da una comunità di gatti. Così imparerà a relazionarsi a sue spese con le diverse tipologie feline; gatti con i vizi e le virtù degli esseri umani: il padre e la madre, protettivi ma troppo presi dai loro vagabondaggi; i gatti randagi, bulli, stravaganti canterini e dispettosi; un gatto-attore, che impersonificati ruoli gatteschi delle fiabe più note; un gattone vecchio saggio, prodigo di buoni consigli; una gattina, ed altri gatti di varia felinità. Si relazionerà anche con uno spazzacamino, e due buffe casalinghe che gli faranno capire che gli esseri umani (quelli che abitano nelle case) sono poco raccomandabili. Si confronterà anche un topone che è il terrore dei gatti e vivrà altre avventure pericolose, che riuscirà a superare ogni volta, facendo esperienze molto importanti per la sua crescita. Nel finale riuscirà sconfiggere il topone antagonista e a superare la paura di un grosso cane sornione. Diventerà grande e rincontrerà una gattina di cui si innamorerà…e così inizierà un nuovo ciclo di questa bella storia di Gatti e di umani che vivono in questo piccolo mondo, su in alto sui tetti .
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