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All’interno dello spettacolo “La forma delle storie”. di e con Luì Angelini – regia di Paola Serafini
Faust, ovvero l’ineluttabilità del destino di tutti i protagonisti dopo il primo battito d’ali della farfalla del Male. Divagazioni a parte (e le varie versioni della storia, da quelle popolari a Goethe passando per Marlowe, ne sono piene), il nostro Faust prende a prestito la lezione di Lautremont e si limita a mettere in scena in circa 12 minuti l’incontro sul tavolo d’anatomia del poliedrico sapiente (tetraedrico per l’esattezza) col tenero e celeberrimo fiorellino in un teorema di dannazione; con corollario di mamme e fidanzati. E abbondanza di oggetti, comuni e non, sempre sul confine fra il ready-made dadaista e l’illustrazione elementare da cantastorie.
“E’ la rappresentazione di un processo creativo per analogia, metonimia, giochi di parole, iperboli. E’ la scomposizione scenica di un processo dell’arte visiva contemporanea. Ma è soprattutto un brano di buon teatro, da gustare per i suoi componenti e per il suo sapore complessivo, esattamente come un cocktail.”Pier Giorgio Nosari – L’Eco di Bergamo, 15 Maggio 2005
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